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Prima del XX secolo
L'area su cui oggi sorge il Cremlino era probabilmente già abitata nel
XI secolo, ma la fondazione di Mosca viene tradizionalmente fatta
risalire a Yury Dolgoruky, Principe di Suzdal, che nel 1147, secondo i
documenti, tenne un banchetto nella zona. Nel 1237-38 Mosca venne
saccheggiata, assieme al resto del regno di Vladimir-Suzdal, dai Tartari
capeggiati da Batu, il nipote di Genghis Khan. Questi Tartari
stabilirono la loro capitale a Saray, nella parte meridionale del fiume
Volga, e divennero famosi come l'Orda d'Oro. Mosca, vicina alle vie
commerciali fluviali, divenne un principato autonomo e prosperò come
principale punto settentrionale di raccolta dei tributi destinati
all'Orda d'Oro. Solo alla fine del XV secolo, sotto il governo del
Principe Ivan III (il Grande), Mosca riuscì a sottrarsi al pagamento dei
tributi ai Tartari. Ivan portò a Mosca alcuni architetti italiani per
costruire cattedrali nel Cremlino e si attribuì il ruolo di "Signore di
tutta la Russia". Alla fine del regno di Ivan, Mosca controllava una
zona che andava da Novgorod a ovest a Tula a sud e dagli Urali a est al
Mare di Barents a nord.Ivan IV (il Terribile) ampliò il territorio
moscovita, lanciandosi alla conquista della Siberia e guadagnandosi il
controllo della regione del Volga. Nel 1571 la città aveva più di
200.000 abitanti ed era una delle più grandi del mondo. Il Primo
Ministro, Boris Godunov, dovette affrontare una carestia e un'invasione
appoggiata dai polacchi. I sette anni successivi alla sua morte furono
chiamati Epoca dei Disordini e furono caratterizzati da una guerra
civile, da invasioni e dall'occupazione di Mosca da parte della Polonia.
I polacchi furono alla fine scacciati da soldati cosacchi e il sedicenne
Mikhail Romanov, eletto zar da un consiglio di nobili, diede vita alla
dinastia dei Romanov, che governò la città per 300 anni, e inaugurò un
periodo di consolidamento durante il quale Mosca espanse i suoi
possedimenti verso sud.Pietro il Grande visitò l'Europa nel 1697-98 e
costruì una nuova capitale, San Pietroburgo, sul mar Baltico per aprire
la Russia ai commerci e alle idee occidentali e consolidare le vittorie
militari sulla Svezia. Non amava particolarmente Mosca dove, da ragazzo,
aveva visto uccidere suo zio e i consiglieri di sua madre in una
congiura di palazzo. Obbligò la nobiltà a trasferirsi a San Pietroburgo
e a vestire abiti di foggia occidentale e impose una tassa sulla barba,
il simbolo della vecchia Russia chiusa in se stessa. Tuttavia, Mosca
rimase abbastanza importante da essere l'obiettivo principale di
Napoleone, quando invase la Russia nel 1812. Dopo la sanguinosa
Battaglia di Borodino, 130 km a ovest della città, i Russi abbandonarono
Mosca e lasciarono che Napoleone la conquistasse e si insediasse al
Cremlino. La notte in cui i si entrarono in città i moscoviti
incendiarono ogni cosa, compresi i negozi. Con l'arrivo dell'inverno, i
francesi dovettero abbandonare la città, poco più di un mese dopo averla
conquistata. Mosca fu ricostruita rapidamente e la popolazione della
città ricominciò a crescere.
Storia del XX secolo
Durante la rivoluzione di ottobre del 1917, i combattimenti furono molto
più duri a Mosca che a San Pietroburgo. In otto giorni, i Bolscevichi
occuparono, persero e ripresero il Cremlino. Nel 1918 il governo riportò
la capitale a Mosca, dopo due secoli di assenza, per il timore che San
Pietroburgo (poi ribattezzata Pietrogrado) potesse essere attaccata dai
tedeschi. Mosca divenne l'epicentro della completa riorganizzazione del
Paese. Sotto il governo di Stalin, Mosca fu interessata da uno dei primi
piani urbanistici generali del mondo. La prima linea della metropolitana
fu completata nel 1935. Nel 1941 Hitler ruppe il patto di non
aggressione che aveva firmato con Stalin e le truppe tedesche arrivarono
fino a 40 km dal Cremlino. Come accadde con l'esercito napoleonico,
furono fermati dal terribile inverno russo, la miglior difesa di Mosca.
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, le periferie della città
conobbero un grande sviluppo urbanistico.Mosca, all'avanguardia nelle
richieste di cambiamenti politici, ha sempre costituito una spina nel
fianco per i leader nazionali, fin dalle prime avvisaglie della glasnost
(trasparenza), a metà anni '80. Boris Yeltsin, divenuto capo del Partito
Comunista della città nel 1985, divenne molto popolare per aver cacciato
centinaia di dirigenti amministrativi corrotti e inefficienti, per aver
aperto nuovi mercati alimentari e per aver consentito lo svolgersi di
manifestazioni. Quest'ultima mossa fu considerata eccessiva dalla
vecchia guardia comunista che forzò le dimissioni di Yeltsin nel 1987;
il suo tempo al centro della vita politica russa non era, però, ancora
giunto a termine. Fu la folla di moscoviti che si radunò, per sostenere
Yeltsin, davanti alla "Casa Bianca" di Mosca, la sede del nuovo
parlamento della Repubblica Russa, che vanificò nel 1991 il tentativo di
colpo di stato da parte della vecchia guardia e accelerò il collasso
definitivo dell'Unione Sovietica.
Fatti recenti
A metà anni '90, Mosca era di gran lunga l'avanguardia della "Nuova
Russia" e si stava riempiendo di tutte quelle cose che i russi si
aspettavano dal capitalismo e che avevano appena iniziato a raggiungere
le province: banche, borsa valori, casinò, pubblicità, BMW, nuovi negozi,
hotel, ristoranti e vita notturna; in una parola, soldi. E con esso,
un'ondata di criminalità organizzata e gli "oligarchi" (grandi
imprenditori), diventati favolosamente ricchi quando Yeltsin vendette
loro le imprese statali a cifre irrisorie.Vladimir Putin, che sostituì
Yeltsin alla presidenza della Russia alla fine del millennio, sembra
determinato a rafforzare il controllo dello stato sugli affari dei
moscoviti e sul panorama sociale della città. Nell'ultimo decennio si è
verificato un boom edilizio promosso dal sindaco populista Yury Luzhkov.
Al di fuori della ricchissima classe sociale dei "Nuovi Russi", però,
molte persone fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, l'educazione
e la sanità hanno pochi fondi e molti pensionati russi sono rimasti ai
margini della nuova economia moscovita e sono spesso costretti a
chiedere l'elemosina. Mosca è un posto dove la nuova e fiorente classe
media deve ancora affermarsi pienamente. Le generazioni più giovani, in
particolare, stanno beneficiando delle nuove libertà e della crescente
ricchezza. Mosca rimane la città russa più ricca di opportunità; per i
cinici non riserva sorprese e agli ambiziosi, dotati dei giusti contatti,
non pone limiti
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