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La banca cenrale della Russia nel mirino della corte dei conti Intesasanpaolo 23 - 09.05.2009 Sarà la terza revisione effettuata dall’organismo di controllo presso l’Istituto centrale negli ultimi due anni – L’obiettivo è controllare le modalità che sono alla base delle aste per l’erogazione dei crediti senza garanzie – Secondo gli esperti indipendenti la reale efficienza delle misure per contrastare la crisi potrà essere verificata soltanto tra due-tre anni – Si prospetta un consolidamento senza precedenti del settore bancario della Russia. Per verificare la reale efficacia delle misure anticrisi, elaborate e realizzate dalla Banca centrale della Russia, la Corte dei conti intende avviare nel mese di giugno una revisione del Regolatore. Sarà la terza revisione degli ultimi due anni. Secondo le fonti della Corte dei conti, ai revisori non dovrà sfuggire nemmeno un minimo particolare: la nuova revisione durerà parecchi mesi. Solo nel 2010 si potranno avere delle conclusioni riguardo all’efficienza del programma anticrisi della Banca centrale. Secondo molti analisti indipendenti la reale efficacia del programma della Banca centrale potrà essere valutata oggettivamente soltanto dopo il previsto consolidamento del settore bancario, cioè tra due-tre anni. La revisione della Corte dei conti permetterà invece di avere delle conclusioni provvisorie, ma altrettanto importanti, che dovranno essere tempestivamente trasferite ai ministeri per correggere i rispettivi programmi economici e finanziari. La Corte dei conti ritiene che la revisione non richiederà un’approvazione del Consiglio nazionale bancario e neppure della Duma di Stato. E questo perché la prevista revisione non dovrà valutare l’operato economico-finanziario dell’Istituto centrale e neanche la gestione delle riserve internazionali aurifere e valutarie della Russia. La revisione rientrerà nel piano di controlli anticrisi e seguirà un’analoga revisione dell’Agenzia nazionale per l’assicurazione dei conti bancari. La Corte dei conti intende controllare l’efficienza di tutti gli strumenti messi in campo contro la crisi dalla Banca centrale, tra cui l’erogazione dei crediti senza garanzie. Questo aspetto particolare è legato al fatto che, nell’autunno del
2008, la Banca centrale ha negato alla Corte dei conti il diritto di
avere la lista delle banche che hanno partecipato alle aste per
l’erogazione dei crediti senza garanzie (termine russo “bezzalogovij
aukzion”, per maggiori informazioni consultare le pagine “Leggi e norme”
di questo numero del Notiziario), con l’indicazione delle somme ottenute.
La Banca centrale ha dichiarato che, in base alla legge russa, non è
obbligata a fornire le informazioni richieste dalla Corte dei conti.
Attualmente la Banca centrale potrà confrontare l’erogazione dei
mezzi dichiarata dalla Banca centrale e le somme che effettivamente sono
state ottenute dalle banche commerciali. Quanto siano stati efficienti
le misure sarà chiaro tra due-tre anni: attualmente il settore bancario
si trova alla vigilia di un consolidamento senza precedenti. Dal mercato
rischiano di scomparire anche banche che hanno usato gli strumenti
finanziari anti crisi dell’Istituto centrale. Non tutti gli strumenti di
assistenza da parte della Banca centrale erano stati erogati sotto forma
monetaria. Quindi, sarà molto difficile, impossibile quasi, valutare
l’efficienza del cambiamento della modalità della composizione delle
riserve sui crediti scaduti. |
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